Quasi 2 mesi passati interamente su Ubuntu.



ubuntu linux 7.10Quasi tutti gli anni, tornando dalle ferie che generalmente faccio a Luglio, passo il mese di Agosto a cazzeggiare con Linux per vedere le novità, prima di tornare a lavorare seriamente su Windows.

La differenza con gli altri anni non è tanto il mese di Agosto che ho passato fra il non accendere il computer per troppo scazzamento e il provare le solite 3/4 distribuzioni Linux. Questo l’ho fatto anche quest’anno, come sempre.

La differenza vera è che ad oggi, 7 Ottobre 2007, sto continuando a usare Linux, Ubuntu 7.04 per la precisione, e non per passare tempo e cazzeggiare, ma proprio per lavorarci.

La cosa più complicata di Linux non è Linux di per se, ma il fatto di aver sempre usato Windows.
Generalmente infatti chi proviene da questo S.O. tende a scoraggiarsi perchè non trova le cose esattamente come su Windows e cerca di sentirsi a “casa” personalizzando un pò l’ambiente di lavoro, ad esempio riunendo le due barre che ci sono nell’ambiente di Gnome (una in alto e l’altra in basso) e mettendone una sola in basso come su Windows.

Non ti stai a chiedere per quale motivo le cose siano state fatte in modo “differente”, provandole per stabilire quale dei due metodi sia l’ideale per te.
Noti solo che è differente e ti senti spaesato.

Passi un paio di mesi, prendi confidenza con Bluefish e Screem, Gthumb e F-Spot, Rythmbox, Totem e altri software, l’ambiente grafico Gnome inizia a diventarti familiare.

Poi su una partizione secondaria ti installi la beta di Ubuntu 7.10 con i suoi effetti 3D abilitati di default (ingrandire immagine in alto please).
Ci passi un’oretta per vedere cosa c’è di nuovo e ti viene il dubbio che probabilmente le 2 barre, una in alto e una in basso sono una comodità, di sotto hai una marea di spazio per le finestre aperte, spazio che su Windows ti è sempre mancato, e di sopra hai un menù diviso in 3 molto comodo per arrivare velocemente ai file del Pc. Inoltre c’è un sacco di spazio per aggiungere le icone delle applicazioni più usate e ne avanza ancora tanto per aggiungerci applet e utility varie.

Morale della favola?
Il problema è che la gente tende a classificare difficile tutto ciò che è differente.
Quando qualcuno vi chiede se Linux è difficile non rispondete che non lo è, perchè se lo proverà e si sentirà spaesato penserà che gli avrete detto una baggianata e andrà a dire in giro che è complicato e non serve a nulla.

Dite solo che è differente.