Ecco perché sia quelli che sostengono che quest’anno Linux conquisterà il mondo che quelli che sostengono l’esatto contrario ci hanno smerigliato la prostata.



Il titolo del post è un po’ forte, ma se leggete tutto l’articolo capirete che non si vuole offendere nessuno. Il problema è che – come si intuisce dal riassunto sotto il titolo – queste discussioni hanno rotto.

Napolux, un blogger rispettato credo nell’intera blogosfera, se ne è venuto fuori con un post (Cari Linux user…) provocatorio che a mio avviso ha il solo scopo di raccattare qualche link, visto che le sue tesi sono basate sul nulla e che il blogger in questione non mi risulta abbia la sfera di cristallo.

Nel post in questione, Napolux sostiene che:

Linux come ambiente desktop non sfonderà mai perché, se non c’è riuscito in un tempo ragionevolmente lungo (10 anni), non ci riuscirà nemmeno in futuro.

Questa negatività nei confronti del pinguino è dovuta probabilmente a:

  • Linux, dal giorno in cui è nato (1991), genera grande interesse, c’è sempre stata una sproporzione fra l’interesse e il reale uso del S.O., probabilmente ne tessevano le lodi in 1000 anche se lo usavano solo in 10. Anch’io sono sempre stato fra i 990 che ne parlavano bene senza usarlo. Ho comprato il mio primo PC a ottobre 1998 e ho comprato SUSE Linux 6 dopo soli 3 mesi. Ma ci sono voluti altri 8 anni per passare definitivamente dalla parte di coloro che lo usano a tempo pieno.
    Quello che dico è facilmente dimostrabile: basta fare una ricerca per i termini Linux e Windows su Google per rendersi conto che Linux genera 0,5 miliardi di risultati, Windows “solo” 1,3 miliardi, nemmeno il triplo.
    Nella realtà, il rapporto di diffusione fra Windows e Linux è di 90:1, nella popolarità è di 2,5:1
  • qualcuno ha scambiato questa grande popolarità con la reale diffusione, e naturalmente scambiando capre e cavoli sono 10 anni che si prevede una esplosione dell’utenza Linux che non si è mai avverata.
  • chi sostiene che Linux conquisterà il mondo in un solo anno è un buffone, persino Vista ci metterà 3 o 4 anni a superare XP, e si tratta di un software commerciale, pubblicizzato, supportato da software house e produttori di hardware e compatibile con Windows XP. Perché dovrebbe essere differente per Linux che è incompatibile col mondo Windows e senza nessuna società che lo pubblicizzi?

Le cose stanno così

Come dice sempre Linda in Becker, le cose stanno così:

Windows: quota di mercato -2,74%, incremento -3%
OS X: quota di mercato +1,77%, incremento +29%
Linux: quota di mercato +0,53%, incremento +132%

Negli ultimi 18 mesi Linux ha aumentato la sua diffusione del 132%.

L’unico dato che conta è la percentuale di utenti desktop che usano Linux, percentuale che da una decina d’anni porta sempre il segno +, a seconda degli anni +50, +60, +100%.

Bisogna tenere presente che 10 anni fa Linux era usato dallo 0,05% degli utenti, forse dallo 0,1%, e che proseguendo con un tasso di crescita del 50/100% su base annua è arrivato quasi all’1%.
Nell’immagine ho inserito le statistiche di NetApplication che sono le più negative nei confronti della diffusione di Linux, altri siti di statistiche danno Linux fra l’1 e il 2%.

Conquistare il mondo? No grazie, dateci driver e software.

Un altro luogo comune/mito è che Linux debba sorpassare Windows per essere un sistema desktop completo e alla portata di tutti.

In realtà, a chi usa Linux non gliene frega nulla di conquistare il mondo e sorpassare Windows.
Certo, la MS non ha molti fan da queste parti, ma l’unica cosa che veramente ci interessa è che Linux arrivi a una diffusione tale da convincere produttori di hardware e software a supportare il nostro sistema.
Un sistema operativo desktop è per tutti solo quando hai la possibilità di usarlo con qualsiasi hardware e sopra ci puoi installare tutti i software che ti pare, anche i più costosi.

Per realizzare questo sogno/ambizione non è affatto necessario sorpassare Windows, basta raggiungere una quota di mercato abbastanza grande da convincere tutti a investire in questo sistema.
Questa cifra, nota come punto di non ritorno, non è conosciuta per un motivo semplice: a parte i 2 dinosauri Microsoft e Apple, nessuno è mai riuscito a inserirsi, quindi non esiste un precedente. Non c’è riuscito OS/2, non è andata meglio a BeOS. Nessuna ditta si è potuta permettere uno sforzo economico così grosso e prolungato nel tempo per scalfire questo duopolio. IBM ha abbandonato, BeOS è andata in bancarotta.

Linux ci sta’ riuscendo paradossalmente proprio perché non è di nessuno, non può andare in bancarotta e non può essere abbandonato perché se un programmatore rinuncia ce ne sono 10 pronti a prendere il suo posto. Linux non può fallire perché nessuno ha fretta, non è quotato in borsa e nessun investitore può dire: “sono passati 10 anni senza risultati evidenti e quindi vi tolgo i finanziamenti”. In questo mondo, queste regole non contano.

Il punto di non ritorno

Il punto di non ritorno è fondamentale perché una volta che sia i produttori hardware che quelli di software si saranno decisi a supportare il S.O. il tasso di adozione aumenterà a dismisura.
Se nel 1999 avessi trovato su Linux gli ottimi software che ci sono ora, se il mio hardware fosse stato supportato meglio, non avrei aspettato altri 8 anni. E non credo di essere il solo, anzi credo che succeda così nella maggior parte dei casi.

Secondo alcuni questa benedetta quota di mercato da raggiungere è del 5/6%, per altri è il 3%. Io propendo di più per la seconda ipotesi, considerando che Apple quando era ai minimi storici come diffusione, con una quota di circa il 2%, non è stata abbandonata da grossi produttori di software come Adobe.

Quindi, lasciando perdere le chiacchere, anche prendendo le statistiche peggiori e moltiplicandole per il tasso di crescita registrato negli ultimi 2 o 3 anni si capisce che non sarà necessario aspettare altri 10 anni per raggiungere questo fatidico punto, probabilmente ne basteranno 2 o 3, al massimo 4, solo un evento improvviso potrebbe cambiare questa tendenza, e dubito che questo evento sarà Windows Seven.

Anzi, vista l’aria di cambiamento che spira da un po’ di mesi (leggasi Dell, Ati, Adobe AIR, Via) è più probabile che nei prossimi 12/24 mesi assisteremo ad uno o più eventi acceleranti, tipo Photoshop CS 4 per Linux, AutoCAD per Linux e cose del genere.

Caro Napo, io non ho la sfera di cristallo, ma i dati parlano chiaro e dicono tutto il contrario di quanto sostieni tu.