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Blog su Open Source (Firefox, Linux, Ubuntu, Wordpress), Foto, Sigarette Elettroniche e altro. Ottimizzazione temi Wordpress per i motori e i rendimenti Google AdSense, plugin e hack, foto dei miei gatti, musica, libri e film e qualche post politicamente scorretto.

Il S.O. più sicuro: Vista vs OS X vs Ubuntu Linux

C.zz.te Varie, Informatica

In questi giorni (26-28 marzo) si è svolto in Canada un concorso rivolto ad hacker. In palio computer equipaggiati con 3 diversi sistemi operativi: Windows Vista, OS X Leopard, Linux Ubuntu 7.10 e premi in denaro.
Nei 3 giorni di durata sono stati progressivamente abbassati i livelli di difficoltà per gli hacker, e contemporaneamente abbassato il montepremi. Oltre al montepremi, l’hacker si portava a casa anche il computer violato.

I computer erano equipaggiati con:

  • Fujitsu U810 con sistema operativo Windows Vista Ultimate SP1
  • MacBook Air con sistema operativo Leopard 10.5.2
  • Sony VAIO VGN-TZ37CN con sistema operativo Ubuntu 7.10

Il primo giorno i concorrenti non avevano accesso fisico ai 3 computer. Il montepremi di 20.000 $ non è stato assegnato perchè nessun S.O. è stato compromesso.
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Ubuntu Brainstorm: miglioriamo Ubuntu Linux

Linux e Ubuntu

Ubuntu BrainstormDopo il successo dell’iniziativa DellIdeaStorm (nel 2007), in cui Dell chiedeva ai propri utenti cosa volevano trovare nei computer Dell, è nata un’iniziativa simile per la distribuzione Linux Ubuntu, il mio sistema operativo preferito.

Sul sito Ubuntu Brainstorm da un po’ di giorni gli utenti registrati (è gratis) possono votare le proposte degli altri utenti o proporne di nuove.
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Linux? molto stabile ma poco "intuitivo"

Informatica, Linux e Ubuntu

linuxLinux è molto stabile e sicuro, ha un ottimo parco software, un buon riconoscimento hardware ed è un S.O. molto personalizzabile.
Detto ciò non posso non essere (parzialmente) d’accordo con chi sostiene che Linux sia un S.O. scritto da programmatori per programmatori. L’usabilità e la semplificazione in questo S.O. ha fatto passi da gigante, ma è sotto gli occhi di tutti che ci sono ancora alcuni aspetti da migliorare.

Io uso Ubuntu Linux con ambiente desktop Gnome e le mie critiche sono rivolte esclusivamente a questo ambiente ed in particolare al file manager Nautilus che uso massicciamente. Se fossi un utente KDE probabilmente la mia “lista nera” sarebbe molto più lunga, visto il caos organizzativo che ha da sempre contraddistinto quell’ambiente desktop.

1. Nautilus e i permessi

Se si clicca su un file di sistema, Nautilus non chiede la password dell’amministratore per farcelo editare, si limita a informarci che non abbiamo i permessi sufficienti.
Visto che ha questo grosso problema ci si aspetterebbe che funzioni di amministrazione come “Apri un terminale quì”, “Apri Nautilus come root” “Apri un’applicazione come root” siano attivabili da un menù delle preferenze avanzato.
Invece ti devi installare (sempre che qualcuno ti abbia informato dell’esistenza) degli script addizionali che suppliscano a queste deficienze.

Da poco ho scoperto PCMan File Manager, un file manager alternativo che risolve il problema dei file di cui non si hanno i privilegi con un comodo menù Strumenti che consente di aprire un Terminale nella posizione corrente e di aprire la cartella in cui ci si trova come Root. Supporta inoltre la navigazione a schede (tab). Un software sviluppato da un solo programmatore e non ancora maturo, ma quelli di Nautilus farebbero bene a dargli un’occhiata.

2. Nautilus e la vista ad albero

nautilus file managerLa modalità ad albero (vedi a sinistra) del file manager è stata concepita in modo poco logico.
Se clicchi in una directory dell’albero, sul triangolino per espanderne il contenuto, vuol dire che vuoi vedere cosa c’è dentro. Quindi se dentro una directory ce ne sono 50 ci si aspetta che la directory di livello superiore scorra in alto fino a quando tutte le sottodirectory siano elencate (naturalmente se c’entrano tutte nel monitor). Questo è un comportamento normale, in uso già in Windows 95.
Capisco che non si voglia copiare, ma quì non c’è nulla da copiare, la logica impone che il comportamento corretto sia quello, e non farmi fare kilometri con il mouse per andare sempre a scrollare.

3. La condivisione

La condivisione in Linux è intesa esclusivamente come condivisione in rete. Il sistema cerca di installare dei server per condividere con Windows e con altri Unix. E la condivisione locale? Semplice, clicchi col destro su una cartella e selezioni Condividi cartella, oppure metti i tuoi file nella cartella Pubblici / Public. Semplice se non fosse che i file appartengono sempre all’utente che li ha messi, quindi gli altri utenti non possono editarli/cancellarli. E allora che condivisione è?
Ho il dubbio che probabilmente non ho compreso qualche meccanismo, ma purtroppo se si prova a cercare documentazione online, la condivisione viene SEMPRE intesa come condivisione in rete.

4. gThumb

Mi piace molto questo software veloce e leggero, ideale per visualizzare immagini, ritagliarle e ridimensionarle. Purtroppo non salva nel formato GIF, ma solo in JPG/PNG, e questo a volte è un problema.

5. Linux InCompatibility

Nel 2008 non esiste ancora un metodo univoco per installare software su Linux. E non mi riferisco ai gestori di pacchetti RPM vs APT/DEB. La gestione di questi pacchetti è ottima, se la sognano anche su Windows e non ha nessuna importanza quale dei 2 metodi ogni distribuzione scelga. Sono entrambi molto semplici da usare. Ma RPM/APT servono ad installare/aggiornare software che sono sui server delle distribuzioni, quindi solo per il software open-source.
Quello che manca è un installer universale per il software non open-source, commerciale, freeware e shareware. Non è normale che una software house debba sviluppare il suo software in decine di formati differenti in base alla distribuzione. E se consideriamo che una distribuzione ha una vita media di 6 mesi il lavoro decuplica rispetto a Windows che cambia ogni 4/5 anni.
Questa mancanza fa si che in alcuni casi per installare del software sia necessario digitare qualche comando nel Terminale. Non è nulla di complicato ed il Terminale a volte può addirittura velocizzarti il lavoro, ma il suo uso dovrebbe essere una libera scelta, non un’imposizione.

6. Gli aggiusta software

Ubuntu e tutte le distribuzioni, e credo tutti i progetti come Gnome, hanno la pretesa di dover “aggiustare” i software altrui.
Sono tutti talmente convinti di essere i migliori programmatori del mondo da dover per forza cambiare qualcosina in Firefox, OpenOffice e altri ottimi programmi. Forse nessuno ha fatto mai notare a questi signori che Firefox e OpenOffice hanno più utilizzatori di tutte e 500 le distribuzioni Linux messe assieme, e che quindi i loro software vanno più che bene così come sono.
Visto che si tratta di software a sorgente aperto, in pieno spirito collaborativo, quando trovano una falla in questi programmi dovrebbero sviluppare una patch e inviarla direttamente agli sviluppatori del software incriminato.
Non siamo una comunità collaborativa? Evidentemente no, altrimenti non esisterebbe il punto 5.

Conclusioni

Quando ho iniziato a scrivere questo post pensavo che ne venisse fuori una lista più lunga, forse ho dimenticato qualcosa, oppure le cose che non mi vanno a genio non sono poi così tante.

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Il miglior sistema operativo: la battaglia per il Desktop

C.zz.te Varie, Informatica

Sul sito internet di PC Magazine è apparso un’articolo dal titolo OS Wars: The Battle for Your Desktop in cui si paragonano i principali sistemi operativi per decretarne il vincitore.

In gara ci sono Mac OS X 10.5 (Leopard), Windows XP, Windows Vista e Ubuntu Linux.

Potrei anche essere d’accordo sul risultato finale che vede OS X Leopard come miglior OS, seguito dai 2 ultimi OS di Microsoft, XP e Vista, e solo all’ultimo posto Ubuntu Linux. Infatti anche se io preferisco Linux a Windows mi rendo conto che il sistema MS è più diffuso, probabilmente un po’ più semplice e compatibile con tutto o quasi l’hardware del mondo – quantomeno XP – quindi per un utente comune Linux è attualmente una scelta azzardata.
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Wubi.exe: installare Linux dentro Vista o XP

Linux e Ubuntu, Tutorial

ubuntu 8.04Linux ormai si insinua dappertutto: telefoni cellulari (sia come linux che come android), playstation 3, xbox, ipod, decoder satellitari e tanti altri dispositivi. Riguardo ai computer, a parte qualche modello Dell o gli Asus EeePc che vengono venduti con questo sistema operativo al posto di Windows, chi lo vuole usare è costretto ad installarselo da solo.
E anche se la procedura di installazione dei moderni S.O. Linux è abbastanza semplice, è pur sempre necessario suddividere l’hard disk e creare una partizione per ospitare Linux.
Anche questa procedura è ormai del tutto automatizzata e sicura (comunque sempre meglio fare un backup), ma il solo sentir parlare di partizioni fa desistere il grosso degli utenti.
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Avanzare la versione di Ubuntu da Gutsy a Hardy

Linux e Ubuntu, Tutorial

Una delle comodità più impagabili delle distribuzioni Linux (non tutte ma quasi, credo) è la possibilità di “avanzare” la versione del sistema operativo senza necessità di masterizzare CD e avviare nuove installazioni, e sopratutto continuando a usare il computer mentre il S.O. si aggiorna.

L’avanzamento di versione non è un semplice aggiornamento, corrisponde al passaggio da un S.O. ad un altro, come ad esempio passare da XP a Vista o da Mac OS X 10.4 alla versione 10.5.
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WordPress sul computer locale

Linux e Ubuntu, Tutorial, Wordpress

xampp per il blog in localeWordPress è una piattaforma per la gestione di siti dinamici in Php.
Questi siti, diversamente da quelli statici in HTML, per funzionare richiedono un server.
Per questo motivo se scaricate WordPress sul vostro computer e cliccate su una pagina in Php non riuscite a visualizzarla.

Per funzionare infatti WordPress richiede un server come Apache, un database come MySQL e il linguaggio PHP.
Per facilitare l’installazione del tutto esistono dei software adatti ad un uso “casalingo”.
Le impostazioni di sicurezza di un server installato in questo modo sono molto scarse, ma per un uso appunto domestico che ha il solo scopo di lavorare su temi di WordPress e di provare le nuove versioni per testare la compatibilità dei vari plugin va più che bene. E comunque chi velesse può aumentare il grado di sicurezza cercando le istruzioni che online non mancano di sicuro.

Su Linux ho deciso di installare Xampp.

Installare Xampp

Scaricare l’ultima versione di Xampp e seguire le istruzioni per l’installazione.

Per installare il pannello di controllo che vedete in figura seguire invece le istruzioni che trovate sotto Sweet XAMPP Control Panel in questa pagina dove trovate anche le istruzioni per rendere un pò più sicuro il server, cosa che non guasta.

WordPress nella nostra Home

Xampp installa il server nella directory /opt, quindi tutti i nostri progetti web andrebbero inseriti nella directory /opt/lampp/htdocs. Se come me trovate più comodo lavorare nella Home, potete creare una cartella tipo /public_html nella vostra Home, da Nautilus con il mouse “Crea Cartella” oppure dal Terminale con

mkdir ~/public_html

e creare un link che punti alla directory /opt/lampp/htdocs in questo modo

sudo ln -s ~/public_html /opt/lampp/htdocs/IL_TUO_LINUX_LOGIN

naturalmente il sudo per Ubuntu e il su per tutte le altre distro.

Avviare Apache + MySQL

Se avete seguito le istruzioni sopra, nel menù Applicazioni -> Altro avete la nuova voce Xampp. Selezionatela e cliccare su Start XAMPP, aprite Firefox o il vostro browser preferito e nella barra degli indirizzi digitate http://localhost.

xamppSe Apache è installato e funzionante dovreste vedere una pagina come quella a sinistra.
Per assicurarsi che anche MySQL sia funzionante e attivo scorrete i vari menù, alcuni dei quali “interrogano” dei database di prova come ad esempio Collezione CD e Bioritmo.
Se non ci sono errori MySQL è installato correttamente e funzionante.

Quindi possiamo selezionare PhpMyAdmin per creare il database del nostro sito.

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VirtualBox: Compiz + Ctrl Alt →, adesso funziona

Linux e Ubuntu

In verità ha sempre funzionato, solo che non lo sapevo.

Devo spiegare velocemente di cosa si tratta.

Linux ha le cosidette “Aree di lavoro” o “Desktop virtuali”.
Generalmente ne imposto 3 o 4 e le uso quando ho troppe finestre/applicazioni in uso. Se ad esempio ho 3 finestre di Firefox + 1 di Opera + 1 di Liferea + Thunderbird aperti e devo usare anche Photoshop e Gimp (che da solo ha 3 finestre), preferisco spostare queste ultime sull’area 2.
Quindi mi organizzo con Area 1 con applicazioni internet e Area 2 con applicazioni grafiche.
Molto comodo come anche spostarsi da un’area all’altra. Basta un Ctrl Alt → per andare a destra (area 2) e un Ctrl Alt ← per tornare all’area di sinistra (area 1).
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La Scrivania? Troppa localizzazione

C.zz.te Varie, Linux e Ubuntu

Sono contrario ai troppi inglesismi gratuiti in uso nel nostro paese. Non vedo quale possa essere l’utilità nell’usare una parola inglese “tanto per”, a maggior ragione sapendo che nel 90 % dei casi chi abusa di questi termini non capisce una minchia di inglese. Quindi se qualcuno mi dice che ha una Mission non gli rispondo con un Fuck You ma con un molto comprensibile “va a cag**e”.

Ma con l’ultima versione di Ubuntu Linux, la 7.10, l’eccesso è in direzione opposta.
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Gli aggiornamenti Ubuntu che sminchiano Firefox

Linux e Ubuntu

Questa storia va avanti quantomeno da Ubuntu 6.10, quindi 1 anno, con l’aggravante che prima Linux lo “provavo” solamente e quindi dei malfunzionamenti me ne fregavo, adesso lo uso regolarmente e qualsiasi inconveniente mi da fastidio.

Dai repository di Ubuntu arrivano anche gli aggiornamenti dei software, oltre a quelli del sistema, e uno dei principali software è Firefox.
Per motivi che mi sfuggono qualcuno ha pensato che Firefox così non andava bene, bisognava creare dei cloni e già che ci siamo dei pacchetti “ad hoc” per Ubuntu e probabilmente per tutte le centinaia di distribuzioni che non sono da meno. Il risultato è che la versione che abbiamo installata su Ubuntu differisce un pochettino rispetto alla versione ufficiale, quel tanto che basta a mandarmi in tilt le estensioni di Google, principalmente il Browser Sync.
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